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gen 25 2011

L’universita’ danese

by Paolo

logo ku

Come abbiamo accennato qualche volta, io sto studiando all’Universita’ di Copenhagen. Sono iscritto al Master of Science in Matematica, che e’ l’equivalente della laurea specialistica (o magistrale) italiana (mentre non ha nulla a che vedere con i programmi che in Italia vengono chiamati “master”).

A differenza di quello che molti miei conoscenti credono, non sono qui in Erasmus, ma sono proprio iscritto all’universita’ danese per i due anni e, alla fine di questo periodo, prendero’ la laurea danese. Molti mi chiedono il perche’ di questa scelta, quindi ho pensato di raccontare qui qualche fatto interessante al riguardo.

Personalmente, ho scelto l’Universita’ di Copenhagen perche’ e’ molto buona dal punto di vista di studio e di ricerca, soprattutto per l’area della Matematica di cui mi interesso. Ma ci sono anche motivazioni piu’ pratiche, ad esempio che, per i cittadini dell’Unione Europea, gli studi sono gratuiti, ovvero non si paga alcuna tassa universitaria. Inoltre, buona parte dei programmi di Master (ovvero laurea specialistica) in Danimarca sono insegnati in Inglese, quindi non ci sono problemi linguistici.

In generale, le universita’ qui sono di ottimo livello e, a differenza di quanto avviene in Italia, viene anche finanziata seriamente dallo Stato!

Come si fa ad iscriversi qui? Non e’ affatto difficile. Una volta trovato un programma di studi interessante, si fa domanda di iscrizione alla facolta’ da cui e’ organizzato. Non serve nulla di complicato: i certificati degli esami passati nella laurea triennale, un test di lingua Inglese (IELTS o TOEFL), un Curriculum Vitae e magari un paio di lettere di presentazione scritte da docenti. Si mandano tutti i documenti e via, dopo qualche settimana danno la risposta.

Borse di studio? No, in generale non ce ne sono per gli studenti europei. Pero’ non ci sono tasse universitarie e questo non e’ poco. Volendo si puo’ trovare un lavoretto da studenti e mantenersi con quello.

La vita da studente iscritto qui e’ in parte diversa da quella che avevo in Italia. Ad esempio, qui l’anno accademico e’ diviso in 4 “blocchi”, che durano 9 settimane ciascuno e non in semestri. In ciascun blocco si seguono 2 corsi soltanto e poi, alla fine di un blocco, inizia subito il successivo, senza pause di mesi per gli appelli di esame. Infatti, la maggior parte dei corsi e’ valutata durante le lezioni, con fogli di esercizi da consegnare, cosi’ gli studenti sono costretti a seguire giorno per giorno e non si studia tutto il programma alla fine del corso in preparazione dell’esame. Cosi’ l’impegno e’ piu’ o meno costante durante tutto l’anno, senza periodi di nullafacenza e picchi di studio.

Ho trovato l’ambiente universitario molto rilassato, accogliente. I docenti sono in generale molto disponibili e non si avverte quell’aria di manovre di potere sotterranee che in Italia e’ quasi evidente.

In fin dei conti, credo che studiare qui sia una bellissima esperienza, sotto tanti punti di vista, non ultimo quello di vivere in una citta’ bellissima come Copenhagen!

Aggiungo un paio di link interessanti per chi volesse intraprendere questa strada:

http://www.studyindenmark.dk/ Sito istituzionale per gli studenti internazionali, cataloga i corsi di studio (anche non universitari) in Inglese in Danimarca.

http://studies.ku.dk/ Sezione del sito dell’Universita’ di Copenhagen per gli studenti stranieri, rivolta sia a chi viene in Erasmus, sia a chi vuole iscriversi qui.

http://www.aaue.dk/~av/it/it/index.html Dal sito dell’Universita’ di Aalborg, informazioni in Italiano (!) sui programmi di Master offerti da quella universita’.

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gen 21 2011

In viaggio con la… pasta madre

by Paolo

pasta madre

Per le vacanze di Natale siamo tornati in Italia per una decina di giorni. Come sapete, da alcuni mesi stiamo allevando la nostra pasta madre, il lievito naturale che usiamo per fare il pane. Ormai ha raggiunto una certa maturita’ e produce un ottimo pane…quindi non avevamo proprio il cuore di “ucciderla” buttandola via. Anche perche’ ci vogliono diversi mesi per avere una pasta madre pronta per essere utilizzata…

Quindi abbiamo deciso di portarla con noi! All’andata, da Copenhagen all’Italia, abbiamo preso, come al solito, l’aereo. Non avevamo pagato il supplemento per il bagaglio imbarcato, quindi dovevamo metterla per forza nel bagaglio a mano, in cui non possono essere messi liquidi o oggetti di consistenza simile. Eravamo un po’ preoccupati che non ci avrebbero permesso di portarla, anche perche’ la (esilarante) classificazione liquidi-solidi secondo l’ENAC e’ tutt’altro che una scienza esatta: ad esempio, non si puo’ portare un pezzo di camembert ma si puo’ portare un pezzo di parmigiano! La pasta madre sara’ considerata liquida o solida?

Comunque abbiamo messo il nostro lievito madre in una scatolina di plastica per alimenti ed abbiamo passato indenni i controlli. All’arrivo l’abbiamo controllata: era cresciuta ed aveva alzato il coperchio della scatola! Si vede che faceva caldo nella cabina dell’aereo. Abbiamo subito fatto un rinfresco, con acqua e farina…nei giorni successivi abbiamo fatto un po’ di pani, tanto per tenerci in allenamento.

Al ritorno, da Genova a Copenhagen, abbiamo preso il treno! E’ stato un bel viaggio interessante, di cui racconteremo in un altro post. E la pasta madre? E’ venuta con noi in valigia, nella solita scatolina, senza particolari problemi… non ha neppure dovuto passare i raggi X! All’arrivo aveva un odore  leggermente acido, ma, dopo qualche rinfresco, e’ tornata in forma come prima!

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gen 15 2011

Di nuovo danze bulgare

by Irene

Questo video e’ il progetto d’esame di un’altra mia compagna: Nadia.

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gen 15 2011

Trash & Treasure

by Irene
nørrebro

La spazzatura di un uomo e' il tesoro di un altro.

Trash&Treasure from Justyna Krak on Vimeo.

Questo video e’ un progetto realizzato da alcune mie compagne (Yuliya, Aleksandra e Justyna) ed affronta un argomento molto interessante, che e’ anche un fenomeno piuttosto diffuso in Danimarca: il dumpster diving, letteralmente “tuffarsi nei cassonetti”.

dumpster-diving

E’ incredibile quanto cibo venga buttato via dai supermercati senza neanche essere scaduto. Recuperare il cibo dai cassonetti non e’ vietato in Danimarca (e neanche in Italia); anche se alle volte viene ostacolato dal personale dei supermercati. Guardate il risultato di una sessione di raccolta:

Questo e’ un modo per bilanciare il sistema malato della distribuzione alimentare, ottenendo cosi’ cibo in modo sostenibile e gratuito. Pensate cosa si potrebbe fare con un sistema organizzato che redistribuisse il cibo scartato dai negozi!

Questi sprechi non vengono fatti solo nei negozi, ma molto spesso sono proprio le persone a comprare troppo, magari abbagliati da qualche promozione, e poi non consumare e buttare via.

Lo stesso principio puo’ essere applicato anche, e forse piu’ facilmente, ai prodotti non alimentari; come ad esempio mobili, stoviglie… la gente butta una sacco di cose in ottime condizioni!!

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gen 5 2011

Riso broccoli e limone

by Irene

Questa ricetta e’ inspirata a un piatto che abbiamo mangiato a Genova nel ristorante vegano Cibi e Libri gestito da Lorenzo. Si mangia davvero molto bene! Andatelo a trovare.

riso broccoli e limone

Ingredienti:

  • Broccoli
  • Riso integrale
  • Limone
  • Aglio
  • Coriandolo
  • Peperoncino

Riso integrale

broccoli

Abbiamo cotto il riso nella cuoci-riso e i broccoli nel cestello per la cottura a vapore che si mette sopra il riso.

Poi abbiamo fatto un soffritto d’aglio in una larga padella al quale abbiamo aggiunto le spezie; poi i broccoli e infine il riso e lo abbiamo fatto rosolare per qualche minuto. Una volta spento il fuoco abbiamo aggiunto il succo di un limone.

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gen 3 2011

Sale speziato

by Irene

sale speziato

Il sale speziato e’ molto facile da autoprodurre ed insaporisce i piatti limitando l’uso del sale, visto che le spezie contribuiscono a dare sapore. Per prepararlo si puo’ usare qualsiasi spezia. Noi abbiamo messo:

  • rosmarino
  • timo
  • salvia
  • alloro
  • pepe rosa
  • maggiorana

spezie

Si macinano le spezie (noi abbiamo usato il macina-caffe’, ma anche la mezzaluna va benissimo) e si unisce il sale (nel nostro caso sale rosa himalayano, come piace ai danesi).

sale rosa

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dic 28 2010

Biscotti natalizi

by Irene

biscotti natalizi

Questo Natale, invece di comprare troppi regali inutili e dispendiosi, abbiamo deciso di produrre una grossa sfornata di biscotti natalizi da regalare ai parenti. I biscotti in questione sono i Peberkage o anche meglio conosciuti come i biscotti dell’IKEA, che sono molto diffusi in Nord Europa.

Per confezionarli li abbiamo messi in delle scatole di latta molto carine.

La nostra versione e’ veramente molto semplice e vegan:

  • 300g farina bianca
  • 100g di farina integrale
  • 100g di farina di farro
  • 200-250g di zucchero di canna grezzo (tipo il mascobado dell’equo-solidale)
  • 150g di olio di semi di girasole
  • 3 cucchiai di cannella
  • 1 cucchiaio di chiodi di garofano (in polvere)
  • 1 cucchiaio di zenzero
  • 1 cucchiaino di cardamomo
  • 2 cucchiaini di lievito
  • acqua q.b.

Questi biscotti sono caratterizzati dal colore scuro, dato dalla melassa che e’ contenuta nello zucchero grezzo. Quindi e’ fondamentale usare questo zucchero grezzo oppure aggiungere melassa.

Si amalgamano tutti gli ingredienti per formare una palla compatta, con la consistenza della pasta frolla, abbastanza unta. E’ meglio scogliere i grumi dello zucchero in un po’ di acqua calda.

Per dare la forma, abbiamo formato dei salsicciotti e tagliati come gli gnocchi, ottenendo delle palline di circa 1 – 1,5 cm di diametro. Poi abbiamo schiacciato le palline con il dorso piatto di una paletta: devono essere alti 1 o 2 millimetri. Cuociono in forno a 200 gradi per circa 8 minuti. Appena usciti dal forno saranno ancora morbidi, poi raffreddandosi si asciugano.

I parenti hanno apprezzato molto!

biscotti natalizi

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dic 21 2010

Abitudini natalizie danesi

by Paolo

jul

Per prima cosa, Natale, che in danese si chiama Jul, in Danimarca e’ il 24 Dicembre!

I danesi sentono molto lo spirito natalizio e lo manifestano in vari modi, dall’inizio di dicembre fino a Natale. Il mese di dicembre e’ pieno di “julefrokost” per i danesi: sono i pranzi di Natale che vengono organizzati in tutti i circuiti sociali: scuole, uffici, circoli… Visto che ognuno frequenta diversi di questi posti, si trova a dover andare magari ad una decina di questi pranzi, la cui pianificazione inizia mesi prima! Lo julefrokost letteralmente e’ un pranzo, ma in realta’ inizia verso il pomeriggio e dura tutta la sera. Si mangia tantissimo cibo, tutti piatti tradizionali danesi a base di pesce (aringa) e carne di maiale, accompagnato da alcol in abbondanza.

Tutti hanno in casa l’albero di Natale, che spesso viene addobbato con cande. Per tutto il mese di dicembre, agli angoli delle strade ci sono i venditori di abeti: vendono gli alberi (veri, non di plastica) segati, senza vaso, ma con una base di legno a croce inchiodata nel tronco. Questo non e’ molto eco-friendly e, per altro, dopo Natale si vedono tantissimi alberi buttati via vicini ai bidoni della spazzatura. In alcuni comuni, come a Copenhagen, organizzano la raccolta degli alberi dopo Natale, che vengono riciclati come concime o simili.

Anche i calendari dell’avvento vanno alla grande ed esistono anche le candele dell’avvento: sono dei grossi ceri, con 24 tacche, e se ne fa consumare una al giorno! Ah, se non l’aveste capito, i danesi vanno pazzi per le candele!

E che dire di Babbo Natale? Ovviamente i colori del suo vestito vengono dal nostro amatissimo Dannebrog, la bandiera danese! Inoltre, per i bambini danesi, lui non vive in Lapponia, ma in Groenlandia, cioe’ in terra danese (o quasi)!

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dic 4 2010

La lingua danese

by Irene

Questo fantastico video un po’ vintage e’ una canzoncina danese che elenca una serie di cose che vengono vietate ai bambini… per darvi un’idea di come suoni questa lingua.

La lingua danese fa parte del gruppo delle lingue germaniche e piu’ precisamente e’ una lingua scandinava: infatti condivide molto con lo svedese e, ancora di piu’, con il norvegese.  Le persone che conoscono queste lingue o anche il tedesco o l’olandese sono molto avvantaggiati nell’imparare il danese.

E’ una lingua difficile da imparare, non tanto per la grammatica, che non e’ molto complessa, anche se presenta innumerevoli eccezioni alle poche regole, ma soprattutto per la pronuncia. Ci sono moltissimi suoni gutturali ed un notevole numero di vocali pronunciate in modo diverso, che per noi tendono a confondersi tutte con delle “o” o delle “u”.

L’alfabeto contiene tre lettere in piu’ rispetto a quello inglese: æ, ø, å.

Come e’ noto, in Danimarca, tutti (ma proprio tutti, almeno al di sopra degli 8 anni) parlano inglese e non gli dispiace affatto farlo, ma quasi sono felici di sfoggiarlo! Questo vale soprattutto a Copenhagen e nelle citta’ piu’ grandi. Quindi, se si viene per un periodo breve, come ad esempio per un Erasmus, non e’ affatto necessario imparare la lingua, anzi, e’ praticamente impossibile farlo in cosi’ poco tempo.

Se invece si sta in Danimarca per un periodo piu’ lungo, per integrarsi o trovare un lavoro conoscere il danese e’ molto importante. Forse il motivo principale e’ proprio integrarsi.

In tutto questo c’e’ un lato positivo: i corsi di danese sono molto divertenti! Tutti stranieri che risiedono in Danimarca hanno diritto a corsi di danese gratuiti (o quasi) per i primi tre anni. Anche il materiale didattico ed i libri sono gratuiti. Questi corsi sono organizzati dalle scuole di lingua e sono pagati dal comune.

Esistono 3 differenti tipi di corsi:

– DU1, pensato per chi non sa leggere o scrivere nessuna lingua,

– DU2, per chi sa leggere e scrivere nella propria lingua, ma ha un grado di scolarizzazione basso,

– DU3, per chi ha un grado di scolarizzazione piu’ elevato (scuola superiore).

Ciascuno di questi tipi di corso e’ composto da 5 livelli.

Alla fine di ogni modulo c’e’ un test ed alla fine dei 5 moduli del DU3 si sostiene un esame che si chiama “Prøve i Dansk 3″, che e’ uno dei requisiti per ottenere la cittadinanza danese. Inoltre esiste un sesto livello, che si puo’ seguire esclusivamente se si e’ nel DU3, che da’ accesso a corsi universitari insegnati in danese.

Ciascuno dei moduli ha una durata variabile dai 3 ai 6 mesi, a seconda della scuola, e normalmente le lezioni sono due volte alla settimana di pomeriggio o di sera, circa 3 ore per lezione.

Noi siamo iscritti alla Studieskolen di Copenhagen, che offre solo il DU3 e richiede che i corsisti sappiano l’inglese, ed attualmente siamo all’inizio del modulo 3. Per ora capiamo abbastanza il danese scritto, ma poco il parlato. E parlare e’ la cosa piu’ difficile!

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dic 4 2010

La neve e’ bella!

by Irene

La neve e’ bella, mette sempre di buon umore e rende tutto piu’ luminoso!

E nulla e’ piu’ appagante di una citta’ tutta bianca in una bella giornata di sole! La neve che copre tutto con il suo bianco brillante crea un’atmosfera ovattata, in cui i rumori sembrano attutiti… e giocare a palle di neve o fare i pupazzi e’ divertentissimo!

assistens

Poi per quanto riguarda il freddo, non e’ cosi’ terribile come sembra. L’unica cosa che fa soffrire veramente il freddo e’ quando nevica con il vento forte, in questi casi e’ meglio coprire molto bene tutto il corpo e soprattutto la faccia. Un’altra cosa molto importante per non soffrire il freddo e’ non stare mai fermi quando si e’ fuori; basta stare un minuto fermi per raffreddarsi e a questo punto e’ molto difficile scaldarsi.

Usare la bicicletta per i propri spostamenti e molto meglio che camminare, in quanto non si e’ a contatto diretto col terreno, che e’ molto freddo.

Quando non sta nevicando, la neve non crea nessun problema in quanto i marciapiedi, le piste ciclabili e le strade sono perfettamente puliti.

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